«Biodinamico» si legge sempre più spesso sulle etichette del vino, nei menù dei ristoranti, nelle descrizioni degli agriturismi. Ma che cosa significa, in concreto? È una forma di agricoltura che rifiuta la chimica di sintesi e considera l'azienda agricola come un organismo unico, in cui suolo, piante e animali si sostengono a vicenda. Ha una storia precisa, regole proprie e anche un acceso dibattito scientifico. Proviamo a fare chiarezza.

Le origini: un corso del 1924

La biodinamica nasce dalle otto conferenze sull'agricoltura che il filosofo austriaco Rudolf Steiner tenne a Koberwitz, in Slesia, dal 7 al 16 giugno 1924. Steiner rispondeva alle preoccupazioni di agricoltori e studiosi per l'impoverimento dei suoli dovuto alla diffusione dei concimi chimici. Da quelle lezioni prese forma un metodo che oggi viene spesso descritto come un biologico «rafforzato».

Come funziona in pratica

Il punto di partenza è la fertilità del suolo. Un'azienda biodinamica non usa concimi chimici, diserbanti né pesticidi di sintesi, e cerca di produrre al proprio interno ciò che serve alla terra. Le pratiche principali sono:

  • Compost aziendale, preparato con letame e residui vegetali dell'azienda stessa.
  • Rotazioni delle colture, per non impoverire il terreno e spezzare il ciclo di parassiti e malattie.
  • Sovesci, cioè colture seminate e poi interrate per arricchire il suolo di sostanza organica.
  • Integrazione con gli animali, che chiudono il ciclo della fertilità.

I preparati 500 e 501

Il tratto più caratteristico, e più discusso, sono i preparati descritti da Steiner. Il 500, detto cornoletame, si ottiene riempiendo un corno di vacca con letame e interrandolo per tutto l'inverno; diluito in acqua, viene distribuito sul terreno per stimolare l'humus e la vita microbica. Il 501, o cornosilice, è quarzo finemente macinato che resta nel corno sotto terra dalla primavera all'autunno e si spruzza sulle piante. Molte aziende seguono anche un calendario delle semine e delle lavorazioni legato ai cicli lunari.

Certificazione: chi controlla

Il marchio di riferimento a livello internazionale è Demeter. In Italia l'associazione Demeter Italia, membro della federazione internazionale, rilascia la certificazione e raccoglie oltre mille aziende agricole e di trasformazione. Gli standard Demeter sono più restrittivi di quelli del biologico. Un punto spesso frainteso: per vendere un prodotto come «biologico» serve la certificazione bio prevista dalle norme europee; quando leggete «biodinamico» senza un marchio di certificazione, l'indicazione descrive il metodo di coltivazione scelto dal produttore.

Il dibattito: scienza e biodinamica

La biodinamica divide. Le pratiche agronomiche come compost, rotazioni e sovesci sono condivise con il biologico e ampiamente riconosciute. Altre componenti, come i preparati e il riferimento ai ritmi cosmici, sono criticate da una parte della comunità scientifica, che ne contesta le basi. Il confronto è arrivato in Parlamento: durante l'esame della legge sul biologico, la senatrice a vita Elena Cattaneo si era opposta all'equiparazione tra i due metodi. Nel febbraio 2022 la Camera ha approvato un emendamento che ha eliminato quell'equiparazione, e la legge 9 marzo 2022, n. 23 sulla produzione biologica è stata pubblicata senza il riferimento alla biodinamica.

Che cosa cambia per chi soggiorna e mangia in un agriturismo biodinamico

Al di là del dibattito, per l'ospite la differenza si vede soprattutto in tre cose:

  • Stagionalità: in tavola arriva ciò che l'orto e il frutteto producono in quel periodo, e il menù cambia di conseguenza.
  • Filiera corta: vino, olio, ortaggi e conserve vengono in gran parte dall'azienda stessa.
  • Paesaggio: siepi, piante officinali, animali al pascolo e campi in rotazione rendono l'azienda un luogo vivo, da attraversare a piedi.

La nostra scelta

A Rubinu lavoriamo i nostri dieci ettari a Galtellì con metodo biodinamico dal 1999: niente concimi chimici, diserbanti o pesticidi di sintesi, compost preparato in azienda, rotazioni e sovesci. Per noi non è stata una scelta filosofica, ma il modo più ovvio di rispettare la terra che lavoriamo. Ne raccontiamo i frutti nella pagina Produzioni, dove trovate anche i laboratori aperti agli ospiti, e nella nostra storia. Se volete vederla da vicino, scriveteci.